Posted by: Samuele Ciardelli Soul.STREAM 0 comments

Riflessioni notturne

[12.07.12]

Sono le 3 di notte, o del mattino, se preferite. Sono appena tornato dalle prove, dopo un’ora e mezzo di strada.
Bene o male un’oretta di macchina dobbiamo sempre farcela tutti (tranne il batterista quando proviamo a casa sua), spesso con orari improponibili, tipo questo. È vero che il concerto che dovremo sostenere tra pochissimo ci sta impegnando più del solito, ma per i Soul.Scream, espletare almeno una prova settimanale è sempre stata una mezza impresa.
Verrebbe da chiedersi chi o cosa ce lo faccia fare. E sarebbe una domanda più che legittima.
I motivi sono molteplici e sicuramente non sono gli stessi per tutti.
Personalmente me lo fa fare il fatto che, seppur non possa lamentare grosse problematiche e enormi motivi di stress nella mia vita, la musica è uno sfogo, un modo per buttare fuori tutto ciò che a parole o a gesti non posso esprimere. Contemporaneamente è anche uno svago: sfrutto una delle mie passioni, divertendomi… e non è poco.
Me lo fa fare il fatto che mi sento parte di qualcosa, e non credo sia per niente banale; non mi ritengo indispensabile all’interno del gruppo – potrei essere sostituito da altri, sicuramente anche migliori di me come bassisti – ma so che per ora ci sono anche io: sono una fetta di qualcosa di bello, e questo è sia uno stimolo sia una soddisfazione.
Me lo fa fare il rapporto che sto instaurando con altre quattro persone, che va oltre la semplice amicizia; inevitabilmente ci sarà qualche scontro, inevitabilmente avremo visioni diverse su molte cose (nell’ambito musicale e non), ma in un certo senso siamo “costretti” a convivere per quelle poche ore alla settimana e a cercare di venirci incontro, e questo è un motivo di crescita.
C’è però una cosa che ci accomuna e che ci fa fare questi sacrifici (perché per alcuni di noi anche una prova a settimana può diventare un sacrificio, anche economico, talvolta), ed è il fatto che abbiamo qualcosa da dire. Non penso di peccare di presunzione se dico che non siamo solo qui a fare canzonette, ma che ciò che ci spinge è il voler portare qualcosa alle persone… Non pretendiamo di cambiare la vita di nessuno, non rientra nelle nostre facoltà (per fortuna, aggiungerei), ma ci impegniamo per parlare di qualcuno che invece può farlo. Torniamo a casa ad orari improbabili, ci rinchiudiamo in delle stanzette a sudare come operai sotto il sole, a volte alziamo un po’ la voce perché “quel Fa diesis lì non ci combina niente!”… tutto questo per dire agli altri che c’è un Dio che chiama e ama chiunque, ed è pronto a dimostrarlo. Un Dio che non si limita a stare “lassù, da qualche parte” a osservare, ma che agisce, spesso in modo imprevedibile, nella vita di quelli che vogliono lasciare che sia Lui a condurre la loro vita; un Dio che un giorno ha mandato sulla Terra un figlio, l’unico suo figlio, Gesù Cristo, a morire, affinché l’umanità potesse avere la salvezza. E nonostante le molte cose che si sentano in giro, sappiamo che Cristo è l’unica via, l’unico modo, completamente “gratuito”, che l’uomo ha per arrivare a Dio.
Ed è soprattutto questo che ce lo fa fare.

A nome del gruppo, Samu

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